Quando pensiamo alla realtà virtuale tendiamo spesso ad associarla al mondo del gioco, dello svago e del divertimento. Sebbene il fenomeno sia nato proprio con questi scopi, ha pian piano preso piede nei contesti e nelle realtà più svariate, apportando incredibili benefici.

Il settore dell’automotive, ad esempio, utilizza la realtà virtuale nella progettazione di veicoli più sicuri. In architettura viene usata per costruire edifici più resistenti. Le agenzie di viaggio se ne servono per semplificare l’organizzazione di soggiorni all’estero. Il mondo dell’arte e della cultura applica la realtà virtuale per coinvolgere le persone. Nel fitness viene utilizzata per invogliare all’allenamento senza annoiarsi.

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Non è un caso se persino medici e psicologi stanno sperimentando la realtà virtuale per trovare soluzioni efficaci a diversi disturbi e problematiche, come il disturbo post traumatico da stress, l’ansia e i disordini sociali. Ma non solo: è stato provato come la realtà virtuale sia un inestimabile supporto durante i cicli di chemioterapia.

Per non parlare dell’aiuto che offre alle persone con disabilità motorie, aiutandole a riprendere coscienza di alcune funzionalità del loro corpo.

I benefici della realtà virtuale

L’applicazione della realtà virtuale in tutti questi ambiti dimostra quanto sia ormai indiscusso l’impatto che può avere e i benefici che può apportare.

Ma da cosa derivano tutti questi benefici e perché la realtà virtuale è così efficace?

Ciò che attribuisce il valore più grande alla realtà virtuale è il fatto che consente di sperimentare il senso di presenza. L’utente si sente dentro l’esperienza, ne è completamente immerso, e può interagire con l’ambiente in cui si trova.

Questo senso di presenza è stimolato dai processi percettivi, cognitivi ed emotivi che vengono associati all’esperienza virtuale: coinvolgendo tutti i sensi, diventa una realtà percepita come autentica, crea un senso di assorbimento nell’ambiente ed è in grado di estraniare le persone dalla realtà.

Tutti questi fattori fanno in modo che la realtà virtuale si configuri come un aiuto concreto anche e soprattutto nell’approccio a diverse patologie cliniche, come hanno dimostrato numerosi studi in ambito medico.

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Realtà virtuale e autismo

Dei ricercatori dell’Università del Texas hanno creato un programma in cui viene utilizzata la realtà virtuale per supportare i bambini affetti da autismo, e aiutarli nello sviluppo di abilità di socializzazione.

Inserendo i bambini in un ambiente in cui sono richieste ampie doti di socializzazione (come ambienti di lavoro o appuntamenti con amici virtuali) e monitorando le onde cerebrali con sofisticate apparecchiature, è emerso come le aree cerebrali legate alla sfera sociale venissero “risvegliate” grazie all’uso della realtà virtuale.

Realtà virtuale e chirurgia

Il Dottore Shafi Ahmed del Royal Hospital di Londra nel 2014 ha eseguito il primo intervento chirurgico trasmesso in streaming e fruibile in realtà virtuale.

L’evento, oltre ad aver avuto miliardi di visualizzazioni e partecipazioni in tutto il mondo, ha segnato una svolta nella chirurgia, consentendo a milioni di persone di “entrare” nella sala operatoria. Lo stesso Ahmed ha fondato un’associazione, la Medical Realities, con l’obiettivo di cambiare l’approccio alla medicina sfruttando tutte le nuove tecnologie, e rendere accessibile per i giovani medici un metodo di apprendimento innovativo e all’avanguardia, con una notevole riduzione di costi e di sprechi.

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Realtà virtuale e chemioterapia

Gli effetti fisici e psichici dei trattamenti di chemioterapia possono essere devastanti. Tra le varie soluzioni per alleviare i disturbi del trattamento, si stanno studiando proprio i benefici della realtà virtuale.

Tutti gli studi condotti in merito si accomunano per l’utilizzo del visore, la scelta tra più scenari e la possibilità di interrompere il trattamento nel caso non fosse tollerato. Alcuni studi hanno persino introdotto degli odori negli ambienti riprodotti.

Queste ricerche hanno portato ad un unico grande risultato: la realtà virtuale durante il ciclo di chemioterapia riduce i sintomi di distress respiratorio e, cosa forse più importante, riduce notevolmente la percezione del tempo di durata della procedura, permettendo ai soggetti di tollerare meglio le sedute, e riducendo l’impatto psicologico negativo.

Realtà Virtuale come supporto agli anziani

La realtà virtuale si sta dimostrando essere un validissimo aiuto anche per gli anziani, in particolare per i problemi di equilibrio che spesso compromettono la mobilità.

L’Università del North Carolina ha condotto una ricerca utilizzando dei visori di realtà virtuale per aiutare gli anziani, e più in generale le persone con malattie neuro degenerative, a evitare cadute. Sembra, infatti, che grazie alla realtà virtuale sia possibile individuare preventivamente i problemi di equilibrio.

Per provare questa ipotesi, i ricercatori hanno realizzato degli ambienti in realtà virtuale e chiesto ai pazienti di camminare su un tapis roulant di fronte a un grande schermo: durante la camminata, il flusso visivo viene disturbato per simulare una caduta. Grazie a dei sensori, i ricercatori sono riusciti a valutare la capacità delle persone di reagire in tempo. Dai dati raccolti, hanno potuto capire chi avesse difficoltà nel mantenimento dell’equilibrio, e intervenire in tempo, cosa che altrimenti non sarebbe stata possibile.

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La realtà virtuale si sta facendo strada all’interno delle nostre vite: ci ritroviamo a vivere esperienze virtuali in moltissimi contesti, da quelli più ludici a quelli più professionali.

I benefici che apporta la realtà virtuale non sono più trascurabili: ha il potere di farci isolare dalla realtà ma, allo stesso tempo, di farci immergere a 360 gradi in un nuovo contesto e, attivando tutti i nostri sensi, riesce a darci la piena consapevolezza del nostro corpo e ci permette di interagire in maniera completa con la realtà.

Non è più soltanto un gioco.

La comunità scientifica se n’è accorta e sta facendo di tutto per metterla al servizio di cause ben più grandi.