L’obesità è senza alcun dubbio uno dei maggiori problemi delle società del benessere. Nei Paesi occidentali, l’aumento della percentuali di persone obese negli ultimi anni é diventata preoccupante. Questo genera moltissime domande: come affrontare l’obesità? Perché è così diffusa anche tra i giovani? Esiste una soluzione a questo problema?

L’obesità, però, non è un semplice problema: è una patologia, e come tale deve essere affrontata.

Obesità giovanile

I dati sulla tendenza all’obesità dei ragazzi in Italia sono allarmanti.

Molti tendono a collegare l’obesità giovanile allo stile di vita moderno dei più giovani, che tendono a trascorrere troppo tempo sul divano a giocare o guardare la tv, anche se i videogiochi di fitness hanno rappresentato un’enorme evoluzione da questo punto di vista.

Le cattive abitudini alimentari e la mancanza di un’attività sportiva costante sono sicuramente le cause principali dell’obesità giovanile. Ma, secondo una ricerca promossa dal Ministero della Salute, non sono le uniche. Il ruolo delle mamme, infatti, risulta decisivo: molte possiedono una percezione distorta che impedisce loro di rendersi conto della patologia dei propri figli. Molte altre mamme, invece, tendono a negare che il bambino mangi troppo, e questo ha un’influenza decisiva sulla tendenza all’obesità. Un altro aspetto correlato é la mancanza di iniziative a favore di un’alimentazione più sana da parte delle scuole.

In ogni caso l’obesità giovanile è un problema molto grave che andrebbe affrontato con le dovute attenzioni. Lo stile di vita é decisivo nello sviluppo fisico e mentale dei bambini e altrettanto decisivo é il ruolo delle mamme, ma solo con il giusto supporto si può evitare che il bambino sviluppi una patologia che porterà delle conseguenze molto gravi nella sua vita da adulto.


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Le conseguenze dell’obesità

Quali sono, esattamente, gli effetti dell’obesità?

Primo fra tutti, è una patologia che accorcia la vita media dell’uomo: è un fattore di rischio per lo sviluppo di patologie vascolari come l’arteriosclerosi, l’ipertensione arteriosa, l’ischemia del miocardio e l’insufficienza cardiaca. Può, inoltre, causare patologie respiratorie e dismetaboliche come il diabete, malattie articolari come l’artrosi, e spesso anche malattie neoplastiche.

Per non parlare delle conseguenze psicologiche dell’obesità, che nutrono un senso di inadeguatezza e che possono sfociare in disturbi comportamentali non trascurabili.

Come si combatte l’obesità

L’obesità è una patologia che può essere risolta, chiaramente con il giusto supporto e le terapie appropriate. In linea generale, le vie più efficaci per affrontarla sono due: la modifica della dieta, con una riduzione della quantità di calorie giornaliera e prestando attenzione al giusto apporto di carboidrati, proteine e grassi, e l’introduzione di un’attività fisica costante nel proprio stile di vita.

Associare questi due approcci porta ovviamente a dei risultati più rapidi e duraturi nel tempo.

Ovviamente è bene evitare diete molto drastiche, che possono incidere sulla massa magra portando un abbassamento del metabolismo basale, quindi una riduzione della capacità di bruciare calorie. Proprio per evitare questo effetto, è importantissimo associare alla dieta l’esercizio fisico.

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Il ruolo dello sport

L’attività fisica è un elemento assolutamente necessario per affrontare l’obesità.

Le persone che soffrono di obesità, però, nella maggior parte dei casi mostrano un rifiuto nei confronti dello sport come soluzione al problema. Alcuni, infatti, non possiedono la forza di volontà necessaria a cambiare il loro stile di vita mentre altri, a causa della loro condizione fisica, si ritrovano impossibilitati a svolgere determinate attività (soprattutto gli allenamenti ad alta intensità) per rischi cardiaci e articolari.

Come abbiamo già accennato, però, seguendo una dieta ipocalorica il rischio di perdere anche massa magra è davvero alto, per cui svolgere un’attività sportiva, anche se leggera come il footing, può rivelarsi fondamentale per mantenere la componente magra della massa.

Ma quanto sport è necessario per affrontare l’obesità?

L’American College of Sports Medicine ha stimato che, per affrontare adeguatamente la situazione di obesità, sono necessari almeno 250 minuti di attività fisica a settimana. In questo modo, sarà possibile non solo ridurre il peso corporeo, ma anche prevenire o comunque rallentare la riacquisizione di peso dopo la dieta.

Chiaramente, per soggetti affetti da obesità di classe II e classe III è necessario un approccio un po’ più graduale.

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Quale tipo di esercizio fisico è consigliabile svolgere?

Per combattere l’obesità è sempre molto importante alternare diverse tipologie di esercizio fisico, che includano il lavoro aerobico, che può concretizzarsi anche in delle camminate,  quello anaerobico, con i sovraccarichi ma anche a corpo libero, e quello di mobilità articolare, con metodologie statiche, propriocettive o di stretching passivo.

Il lavoro anaerobico, con o senza pesi, è molto importante per stimolare la sensibilità insulinica e garantire una minor perdita di massa magra durante l’intero processo di dimagrimento.

Un mito da sfatare è che il lavoro aerobico possa risultare dannoso per le articolazioni delle persone obese. Quando si parla di attività aerobica, infatti, non si fa riferimento solo alla corsa, al contrario, possono essere molto utili delle semplici camminate continuative, che permettono al corpo di abituarsi a favorire il fenomeno di imbibizione cartilaginea, che migliorerà a sua volta l’idratazione e un condizionamento dell’apparato cardiovascolare.

I vantaggi dello sport sulle persone obese sono innumerevoli, e non riguardano solo la perdita di peso, anzi, vanno a influenzare tutte quelle funzioni compromesse dall’eccesso di peso. Oltre ad acquisire una maggiore mobilità articolare e un aumento del tono muscolare, infatti, migliora la sensibilità insulinica, la funzionalità cardiaca e respiratoria, la mineralizzazione ossea, e aumenta la termogenesi.

Per non parlare del fatto che lo sport, in generale, aumenta la produzione di endorfine, i cosiddetti “ormoni del benessere”, stimolando il buonumore e la motivazione. E, probabilmente, non esiste medicina migliore per affrontare l’obesità.