Gli ambienti virtuali fanno ormai parte di moltissime esperienze che ci capita di vivere ogni giorno. Grazie a dispositivi mobili sempre più potenti, e grazie a tecnologie moderne sempre più diffuse e alla portata di tutti, possiamo vivere esperienze in realtà virtuale nei contesti più disparati, semplicemente indossando un visore.

La realtà virtuale, oltre ad essere un trend estremamente affascinante, è un’incredibile, rivoluzionaria novità.

Molti non sanno, però, che la realtà virtuale esiste già da molto tempo: veniva applicata nel settore della ricerca e delle installazioni militari, ed utilizzata per applicare sistemi innovativi in diversi campi. Quando l’uso dei dispositivi mobili è diventato parte integrante del nostro stile di vita, con schermi sempre più elaborati, allora la realtà virtuale ha iniziato a rivolgersi a tutti.

Come funziona un visore per realtà virtuale

Il visore vr ha lo scopo di ricreare artificialmente un senso di presenza, percepibile a 360 gradi e, quindi, che agisca su diversi aspetti.

Dal punto di vista visivo, è necessario creare un’immagine tridimensionale che copra l’intero campo visivo del nostro occhio, sfruttando la “stereoscopia”, un tipo di tecnologia usata anche nelle proiezioni in 3D al cinema, in cui vengono generate due immagini (una per ogni occhio) che vengono “sfalsate” per creare un effetto tridimensionale che però risulti il più naturale possibile, sfruttando la caratteristica visione umana binoculare.

Ovviamente, per ingannare la mente e farci sentire come se fossimo realmente in un’altra dimensione, non basta creare delle immagini in 3D. È necessario fare in modo che i movimenti della testa (su cui poggia il visore) e del corpo siano legati in qualche modo ai movimenti dell’alter ego nello spazio virtuale. E questo passaggio implica delle tecnologia estremamente avanzate e costose.

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I visori per realtà virtuale: nascita e sviluppo

È stata Oculus la prima compagnia ad aprire la strada nel mondo della produzione dei visori per realtà virtuale. La prima versione di Rift, il Development Kit, è stata annunciata nel 2012 con una campagna di finanziamento su Kickstarter.

Il successo del primo Oculus ha fatto in modo che il mercato aprisse gli occhi e si rendesse conto delle enormi potenzialità dei visori per realtà virtuale e, di conseguenza, che nuove case produttrici si inserissero in questo mercato.

Valve, nota compagnia di videogiochi, notando le possibilità dei visori per realtà virtuale, ha espresso un reale interesse a collaborare con Oculus, ma è stata battuta sul tempo da Facebook. Mark Zuckemberg, infatti, ha deciso di comprare Oculus al prezzo di 2,3 Miliardi di Dollari, diventandone proprietario.

Valve, risoluta nel volersi inserire nella produzione di visori, ha deciso di collaborare con un’altra casa produttrice, la HTC, dando vita, nel 2016, all’HTC Vive, che è diventato il primo reale competitor di Oculus.

Nel frattempo, osservando il successo della tecnologia all’avanguardia dei visori, altre compagnie hanno iniziato a lavorare ai loro progetti, prima fra tutte Sony che, senza rivelare o preannunciare nulla, ha sviluppato un visore VR per la sua Playstation 4.  

Non mancano le soluzioni più creative, come Google Cardboard, un visore di cartone, semplice ed economico, che permette di immergersi negli ambienti virtuali di moltissime app per smartphone.

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Ovviamente, però, l’evoluzione non si è fermata.

Dai visori che sfruttano la potenza dei pc si è passati molto velocemente ai modelli standalone, che eliminano la scomodità dei fili e permettono di spostarsi liberamente nell’ambiente.

Il primissimo visore completamente autonomo, senza collegamenti, fili o dispositivi esterni è il Lenovo Mirage Solo, che consente di spostarsi velocemente, chinarsi, e muoversi in modo naturale in tutta libertà nell’ambiente virtuale. Sfruttando la nuova tecnologia WorldSense™ di Google, che permette di cogliere e registrare i movimenti nello spazio senza necessità di sensori esterni, Lenovo Mirage Solo rappresenta il primo passo verso un livello superiore di visori per realtà virtuale.

Visori per realtà virtuale: le novità

Vive Focus

Il nuovo dispositivo standalone per la realtà virtuale Vive Focus è progettato soprattutto per i clienti enterprise, quindi quelle aziende o business che utilizzano la realtà virtuale per offrire esperienze ai propri clienti. Vive ha introdotto la funzione “Six degrees of freedom” ed ha incorporato un doppio controller per permettere agli utenti di interagire in maniera ancora più fluida con l’ambiente virtuale. La comodità del visore facilita le sessioni prolungate, spesso presenti in ambito aziendale.

Oculus Quest

Oculus Quest è un sistema completo, all in one, per la realtà virtuale, che funziona senza cavi e senza collegamento al pc. Basta configurare il visore con l’app mobile Oculus e iniziare a immergersi nella realtà virtuale. Il tracking di Oculus Insight riflette e riproduce istantaneamente i movimenti nella vr, i controller Oculus Touch ricreano con precisione ogni gesto e interazione, ed è possibile utilizzare il visore per vr in qualunque spazio o ambiente.

HTC Vive Cosmos

Tra le novità del 2019 c’è HTC Vive Cosmos della compagnia taiwanese Vive che, sullo stile del precedente Vive Pro e dei controller Knuckles EV2, lancia un nuovo dispositivo, molto più semplice nell’utilizzo. HTC Vive Cosmos è un dispositivo da collegare a un pc o a uno smartphone, con un visore dal design completamente nuovo, con due fotocamere frontali e due controller per la rilevazione del movimento, senza la necessita di dispositivi, telecamere o sensori esterni per il tracking.

Oculus Rift S

All’interno della famiglia Oculus, il Rift S è il nuovo visore per realtà virtuale per pc, con un’ottica avanzata e un display decisamente più nitido. Anche in questo caso, il tracking Oculus Insight riproduce i movimenti all’interno dell’ambiente virtuale e i controller Oculus Touch rendono precisi e realistici tutti i movimenti. Il tutto per un’esperienza più confortevole e avanzata.

Il mondo dei visori per realtà virtuale è vasto e pieno di novità. In un settore come quello della realtà virtuale, protagonista di costanti e repentini cambiamenti legati all’evoluzione tecnologica, i visori sono degli strumenti pieni di sorprese. Staremo a vedere cosa ci riserverà il futuro!